Ciao Bomba, grazie

La sera di venerdì 21 aprile 2006, tra le nove e le dieci, Bomba è morto.

Ho aperto la porta della terrazza per farli rientrare e lui non è corso dentro. Ho pensato cavolate, era sdraiato, pareva tranquillo.

Ho acceso la luce, non respirava. Quella stessa notte l'abbiamo seppellito nel giardino della casa di famiglia, sotto un arancio selvatico (niente di più lontano di Bomba, che era dolce, e per nulla selvatico).

Il dolore più forte è pensare che abbia potuto soffrire; non credo, non c'erano segni, speriamo.

Non abbiamo avuto il tempo di salutarlo, né di ringraziarlo; questo scritto è il minimo.

Avremmo voluto dargli l'ultimo bacio, l'ultimo abbraccio, l'ultima pacca sul petto che gli piaceva tanto (e bella forte!). Lo facciamo da quella sera, ogni momento, ogni volta che Bomba ci "occupa" la mente, con la sua solita irruenza.

Bomba era uno degli esseri più buoni che ho avuto la fortuna di conoscere (potrei dire il più buono, ma era anche modesto...): non l'ho mai visto arrabbiarsi, manco un abbaio (figurarsi un morso!). Era generoso: è stato la nostra famiglia quando ancora non ce l'avevamo, è stato la famiglia di Baccador sin da quando la bamboletta è arrivata (a Baccador manchi da morire Bomba, ti saluta), ha tenuto compagnia a TUTTI quelli che lo hanno voluto accanto, anche solo per un minuto, ha fatto ridere chi aveva bisogno di ridere, ha spazzato via la malinconia delle giornate tristi, ci ha dato mille storie e mille immagini da raccontare e vedere. Tutto gratis, o quasi, visto che voleva solo stare con noi. Poco, gliel'ho sempre detto: sei un pessimo affarista, Bomba.

Grazie, quindi, Bombiciella. La mamma continuerà ad inventare canzoni per te e per me sarai sempre Bomba, ed ho detto tutto (ti ricordi quant'era grande quel ramo di ibiscus, là a mare? e chi riusciva a prenderti!). Ad ognuno dei nostri figli verrà raccontato di te, non ti scorderemo così facilmente, stanne certo (ma tu ne sei certo, hai avuto sempre fiducia di tutti, figurarsi di noi).

Ora ti dobbiamo salutare, e non ti distraggo più, torna a correre lì dove sei, e fermati ogni tanto, a bere e a mangiare tutti i panini che vuoi, non ti fanno più male, ora.

Ciao Bomba, mio Bombadil, speriamo di rivederci, più in là.